Una conversazione con Robert L. Hirsch, 2 di 2

Ecco il seguito alla prima parte (qui) pubblicata quasi un mese fà… un periodo un pò pienotto :-)
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16 Settembre 2010 (2/2)
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Picco del petrolio: per Robert Hirsch esiste una “cospirazione del silenzio” a Washigton

Una conversazione con Robert L. Hirsch

Cosa è successo nel 2005 dopo la pubblicazione del rapporto sul Picco del Petrolio (*) che avete scritto per il Dipartimento dell’Energia Americano (DoE)?

Le persone con cui collaboravo hanno detto: “Basta ricerche sul picco del petrolio, basta parlarne”.

(*) http://en.wikipedia.org/wiki/Hirsch_report

Queste persone hanno un livello alto nella gerarchia?

Le persone con cui lavoravo erano quadri nei laboratori di ricerca. Ricevevano istruzioni dai politici del DoE, da un livello alto.
Dopo il lavoro che facemmo nel 2005 e il seguito nel 2006, il DoE tagliò i finanziamenti per le ricerche sul Picco del Petrolio e sul declino della produzione. Le persone con cui lavoravo al National Technology Laboratory erano brave persone, capivano il problema, capivano quanto complicate saranno le conseguenze – i potenziali danni consistenti – ma gli fu detto: “Basta ricerche sul Picco del Petrolio, basta parlarne”.

Questo succedeva nel 2006 sotto l’amministrazione Bush. Le cose sono cambiate con l’amministrazione Obama?

Niente è cambiato. Ho degli amici che tuttoggi non ne vogliono parlare. Suppongo che ricevano istruzioni dall’alto.

Eppure nel Marzo 2010, durante un intervista, Glen Sweetnam, a quel tempo responsabile della pubblicazione annuale del report del DoE, ha riconosciuto che “esiste la probabilità di fare esperienza di un declino” della produzione mondiale di carburanti liquidi tra il 2011 e il 2015. Meno di un mese più tardi è stato trasferito al National Security Council dove si trova sotto l’autorità diretta della Casa Bianca. Siete rimasto sorpreso dalla sua dichiarazione?

Si, quello che Glen Sweetnam ha detto mi ha molto sorpreso perchè tutto è molto controllato al DoE. Glen deve essere andato avanti senza che nessuno abbia revisionato le sue osservazioni.

Quando ho chiesto al Segretario all’Energia Steven Chu e allo staff politico del DoE quale fosse la loro reazione a proposito di Glen Sweetnam, hanno risposto con un “no comment”.

Credo che sarà molto difficile avere maggiori informazioni su questo. Adesso che Glenn Sweetnam è al National Security Council, è come se non fosse più in circolazione, non terrà più conferenze pubbliche.

Pare comunque che steven Chu, Segretario all’Energia del Presidente Obama, è al corrente del Picco del Petrolio.

Certamente che lo è!

Ma ?…

Il Segratrio Chu è chiaramente un Fisico molto valido. Ma credo che abbia una visione ristretta sull’energia. Ed è anche un ideologo: ha un approccio molto accademico a queste problematiche. E’ molto diverso rispetto a quello di persone che hanno avuto a che fare con l’industria, che hanno dovuto far fuzionare le cose, che sono al corrente di quello che accade dietro le quinte.

Eppure Steven Chu e Barak Obama tentano di incoraggiare le energie rinnovabili, vero?

Dunque… Il libro che stiamo per pubblicare è dedicato per il 60% al petrolio, poi ci rivolgiamo alle altre risorse energetiche: carbone, nucleare e rinnovabili. Per noi non esistono opportunità concrete perchè l’eolico, il solare e le biomasse arrivino a produrre quantità sufficienti di energia. Molte persone cadono in errore quando dicono: puntiamo sull’eolico e tutto si risolverà.

Cosa stà succedendo invece al Dipartimento per la Difesa (DoD)? Due rapporti recenti (*) dimostrano che quadri dell’esercito americano stanno cercando di dare segnali molto forti.

Lei ha ragione. Le cose vanno in modo differente al Pentagono. Il DoD è diretto da Robert Gates, una persona brillante e buon amico di James Schlessinger, il primo Segretario all’Energia americano, che ha scritto la prefazione del nostro libro. Schlessinger è un consigliere permanente del DoD.
Nel 2005, Robert Gates, ha partecipato ad un gioco di strategia denominato “Le Onde dello Shock Petrolifero” (Oil Shockwaves in inglese) (**). C’erano anche alti ufficiali dell’amministrazione, sia Repubblicani che Democratici. Hanno esaminato le conseguenze di una drastica riduzione della produzione mondiale, nell’ordine del 5%.

(*) http://www.energybulletin.net/node/52494
(**) http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2005/06/23/AR2005062301896.html

Come nel 1973?

Una situazione peggiore di quella. Hanno considerato l’impatto e hanno visto dei problemi gravi per l’economia. Poi hanno cercato alternative esistenti, ma chiaramente non esistono alternative, non ci sono valvole da aprire da qualche altra parte. Hanno anche immaginato interventi militari in Medio Oriente per cambiare lo scenario. Grosso modo hanno concluso che la situazione è troppo complicata.

Cosa potete dire di James Schlessinger: da quanto tempo si interessa di un possibile declino del petrolio?

Dagli anni 60’, da quando ha letto il documento di Marion King Hubbert (*) . Prima di diventare il Segretario alla Difesa per Richard Nixon e in seguito per Gerald Ford.

(*) http://en.wikipedia.org/wiki/M._King_Hubbert

Poi ci fù il famoso discorso di Jimmy Carter sulla dipendenza Americana dal petrolio d’importazione… (*)

Si, in quanto Segretario all’Energia di Carter James Schlessinger era dietro a questo discorso. E anche l’Ammiraglio Rickover, il padre delle flotta nucleare americana.
Quello che voglio dire:  il Pentagono ha maggiore indipendenza dalla Casa Bianca. L’esercito, può permettersi di dire cose che si trovano nei reports di cui abbiamo parlato.

(*) http://www.youtube.com/watch?v=injqO8nzCK0

Molte persone credono che l’invasione dell’Irak da parte degli Americani, fosse per il petrolio.

Personalmente non ci credo. Ma rimane una buona domanda.

Il Pentagono, Chattam House (*), e anche l’Esercito Tedesco (**): in questo momento fonti ufficiali affermano che probabilmente siamo prossimi ad un declino della produzione mondiale di petrolio, qual’è il suo punto di vista sul grado di consapevolezza dei nostri governanti su queste problematiche? La produzione Americana è in declino da 40 anni, la Cina è molto intraprendente ad assicurarsi fonti di approvvigionamento dall’estero, etc…

Per quello che riguarda gli Stati Unti, ci sono persone nell’Amministrazione che capiscono il problema. Non penso siano un numero significativo di persone, Si potrebbe ipotizzare che esista una cospirazione per tenere segreto questo problema.

(*) http://www.chathamhouse.org.uk/files/16720_0610_froggatt_lahn.pdf
(**) http://www.spiegel.de/international/germany/0,1518,715138,00.html

E da altre parti?

In Gran Bretagna mi sembra che il governo non percepisca il problema. In effetti credo che nella maggioranza dei paesi, i governi non percepiscono il problema. Molto semplicemente, il funzionamento di un campo petrolifero sfugge alla maggioranza delle persone.

Come avete affrontato quella che lei descrive come una chiusura da parte dell’Amministrazione Americana nei confronti del Picco del Petrolio?

Abbiamo continuato a lavorare, ecco come lo abbiamo affrontato!

Siete rimasto deluso, preoccupato, o… non so, spaventato forse?

Non sono mai stato sorpreso, perchè quando si passa il proprio tempo a studiare il Picco del Petrolio, se sei anche solo una persona ragionevolemnte intelligente, vedi che ci aspettano avvenimenti catastrofici. Intendo danni considerevoli, un cambiamento profondo per la nostra civiltà. Chaos, disatri economici, guerre, come ho già detto tutte cose troppo complicate, non lineari.
Delle cose veramente brutte. Le persone non amano parlare di cose brutte.

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One thought on “Una conversazione con Robert L. Hirsch, 2 di 2

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