dal blog di Tr.Italia…

Quando leggete una cosa bella… non vi vien voglia di farla leggere ad altri?

Eccovela:

(chi scrive è Cristiano Bottone)

Questo è un post di benvenuto ai tanti nuovi sottoscrittori del blog di Transition Italia, nodo locale italiano della rete di Transizione.

Il picco di accessi post “Report” si sta esaurendo e quindi può essere il momento di salutare con calma i nuovi arrivati. Per capire chi siamo e cosa facciamo avrete modo di girovagare nel blog, nei siti delle varie Iniziative locali e farvi le vostre idee, vorrei invece spendere qualche riga per dire cosa non siamo, l’esperienza e le tante email arrivate in questi giorni, mi dicono che potrebbe essere utile.

Cominciando da me, non sono il rappresentante di questo movimento, quindi anche quello che scrivo qui sotto è sostanzialmente il mio punto di vista.

Non siamo un movimento localista, non amiamo particolarmente l’autarchia, l’autosufficienza ad ogni costo e i bei tempi antichi.

Non pensiamo che il petrolio finirà domani mattina, ma sappiamo bene che non durerà per sempre.

Non siamo fanatici dell’autoproduzione, non siamo orticultori da assalto, non siamo nemici del progresso (purché di progresso si tratti).

Non vogliamo tornare indietro, vogliamo andare avanti, molto più avanti…

Non siamo propensi ad andare contro, ma tendiamo a lavorare con.

Non siamo qui per dare la colpa a qualcuno, ma per prenderci assieme la massima libertà e la massima responsabilità di ogni gesto.

Non siamo tristi, anzi, siamo convinti che se non ci stiamo divertendo c’è qualcosa che non va in quello che facciamo.

Non siamo emotivi, ma sappiamo bene quanto contano le emozioni nella nostra vita.

Non siamo catastrofisti, ma abbiamo il coraggio di osservare il mondo per quello che è.

Non siamo utopisti, sognatori, naïve, stiamo invece lavorando a uno dei più sofisticati ed entusiasmanti esperimenti di social innovation che sia apparso sul pianeta, supportato da tonnellate di ricerca scientifica e culturale, con un patrimonio di competenze e consapevolezze che cresce di giorno in giorno grazie a contributi provenienti da mezzo mondo.

Non siamo convinti di aver capito tutto e di avere una verità in tasca, facciamo quello che ci sembra possa dare risultati e siamo felici che altri facciano altro, viva la biodiversità anche nel campo dei processi di cambiamento.

Non siamo a caccia di iscritti, di voti, di petti su cui piazzare spillette o teste su cui calcare cappellini. La Transizione è ovunque anche dove noi non siamo mai stati.

Non siamo di destra, non siamo di sinistra, non siamo di sotto, non siamo di sopra, cerchiamo di operare in uno spazio che si colloca a un livello differente e quindi può accogliere tutti.

Non siamo un organizzazione classica, operiamo come un sistema che si autoorganizza con logiche molto vicine a quelle dei processi open source.

Non siamo in competizione con altri movimenti, associazioni, organizzazioni, anzi offriamo i nostri strumenti e le nostre piattaforme concettuali a chiunque le voglia utilizzare.

Ancora benvenuti!

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