Mercoledì 18 “Debtocracy”: com’è andata

Mercoledì 18 si è tenuto il primo incontro di 4 passi nella transizione, abbiamo visto “Debtocracy” e ci siamo scambiati domande e curiosità alla fine.

Il primo appuntamento è stata una bella sorpresa, si sentiva il desiderio di parlare di questa economia, di cosa sta succedendo, di confrontarsi, peccato per il poco tempo a disposizione. Il documentario ha aggiunto qualche elemento nuovo: sapevate che il debito si può rifiutare? Tecnicamente si chiama debito detestabile, non se ne parla molto; vi lascio immaginare cosa succederebbe se un piccolo gruppo di paesi percorressero questa strada… L’Islanda, come ha ricordato qualcuno, è un piccolo paese e ha potuto farlo, se state pensando all’Italia… seguite il lavoro che sta facendo Francuccio Gesualdi: http://www.cnms.it/campagna_congelamento_debito non è il debito detestabile (mi correggo con chi era all’incontro di mercoledì) ma è molto vicino.

Lunedì sera replichiamo “Debtocracy” al Centro Polivalente del Grattacielo (ore 21.00 Viale Cavour 189/191, in pratica sotto al Grattacielo). Continueremo a raccogliere le domande e le curiosità che emergono, ci serviranno come traccia per l’incontro con Pierluigi Paoletti di Sabato 28 alla Biblioteca Bassani (ore 16.00 Via G.Grosoli 42). Questa traccia ci darà la possibilità di far emergere quali siano le domande che ci stanno a cuore, dà la possibilità a Pierluigi di partire da queste e di integrarle nel suo percorso.

Credo che sarà un incontro molto intrigante e vedremo come sfruttare l’occasione per continuare a lavorare su questi temi se ci sarà l’energia.

IL FILM : “Debtocracy” (72’) – I “salvataggi” dei paesi indebitati non sono destinati, come ci si potrebbe aspettare, a soddisfare le esigenze di una popolazione in difficoltà, ma hanno lo scopo di far pagare al Paese “salvato” gli interessi sul debito contratto con istituzioni finanziarie senza scrupoli. Questi “aiuti” sono condizionati da misure di adeguamento che soffocano ancora di più la popolazione; nel caso della Grecia, compromessi vincolanti tra cui l’acquisizione di armi, non hanno fatto altro che aumentare il deficit.

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