Da Venezia a Ferrara, con il benvenuto della banda di ottoni

Di Rob Hopkins, da :

http://transitionculture.org/2012/09/25/from-venice-to-ferrara-to-be-greeted-by-a-brass-band/

Traduzione di Massimiliano “Rupo” Rupalti

La giornata di domenica è iniziata presto per andare ad incontrare circa 25 membri di Transition Italia e diverse iniziative italiane al porto ai margini del centro di Venezia. Lì siamo saliti su un traghetto che hanno noleggiato per portarci tutti a Ferrara. Il traghetto si chiamava ‘Nena’, un vaporetto originale veneziano, i battelli tipici di Venezia che vengono usati per trasportare passeggerei e merci per le vie d’acqua più strette. Apparteneva ad una famiglia che l’ha amorevolmente restaurato ed era una bella imbarcazione. E’ risultato essere uno dei giorni legati alla Transizione più belli che ho avuto la fortuna di vivere. Una volta saliti a bordo, ci siamo presentati ed abbiamo passato le successive otto ore, più o meno, a parlare, mangiare, condividere storie e a godere di zone belle ma piuttosto trascurate del paese.

Ellen Bermann, di Transition Italia, si presenta.

Per prima cosa ci siamo allontanati da Venezia, vedendo le sue varie isole e i suoi incredibili palazzi diventare sempre più piccoli mentre ci addentravamo nella laguna. Questo mi ha dato, molto di più che non il tempo passato a camminare per la città, una vera percezione di quanto questo gioiello di città sia vulnerabile all’aumento di livello del suo mare. Per questo, durante l’inverno la città va spesso sott’acqua per circa un metro, questo è il motivo per il quale il piano terra di molti edifici viene lasciato vuoto ed anche il perché non c’è intonaco nelle parti basse degli edifici.

Navigando via da Venezia e vederla giacere lì come piccole isole appena sopra al livello dell’acqua, dava un senso di vulnerabilità davvero impressionante.

Quindi abbiamo viaggiato per un po’ prima di giungere al fiume Po. Il Po’ è il fiume più lungo d’Italia, che scorre dalle sue sorgenti sulle Alpi Cozie al mare Adriatico. Nel punto più largo misura 503 metri. Passa attraverso Torino, Piacenza e Ferrara e può anche essere navigato per arrivare fino a Milano, usando una serie di complessi canali chiamati ‘navigli’, progettati Leonardo da Vinci (grazie Wikipedia).

Il Po è un fiume molto celebrato nella cultura italiana, per esempio in libri classici come la trilogia “Il Mulino sul Po” di Riccardo Bacchelli, ed è stato molto importante storicamente come via commerciale, ma ora, con gran parte dei beni trasportati nel paese via terra, non assolve più a funzioni pratiche. Non viene nemmeno visitato dai turisti. E’ un peccato, perché è un fiume bello e molto ampio.

Abbiamo viaggiato lungo il Po’ e ci siamo fermati per una camminata in un posto, dove ci hanno raccontato la storia di un’isola dove negli anni 50 un gruppo di intellettuali aveva dichiarato l’isola una Repubblica indipendente, stampando i propri passaporti, la propria moneta e così via. Apparentemente questo avveniva spesso all’epoca ed il proprietario dell’imbarcazione ci ha mostrato una rivista che conteneva anche immagini della loro moneta (vedi sotto).

Dopo un po’ abbiamo imboccato il canale che ci ha portato a Ferrara, il che ha richiesto l’attraversamento di diverse chiuse.

Lungo il canale c’erano i resti di quella che era un’industria chimica molto attiva nella città, gran parte della quale è stata chiusa. La gente nel traghetto parlava di come fosse inquinato il canale quando l’industria andava a pieno ritmo, anche se in piccola parte è ancora in funzione.

La foto di gruppo del viaggio a bordo di Transition Italia

Quindi siamo arrivati a Ferrara. Ferrara in Transizione è attiva da circa 3 anni e sono loro che hanno organizzato la visita. Ho fatto molte conferenze sulla Transizione in molti posti, ma non ho mai ricevuto un benvenuto come questo! Questo è quello che abbiamo visto al nostro arrivo, molta gente in attesa sul molo.

Poi, mentre stavamo sbarcando, Una Banda (La Banda Musi: http://associazioni.comune.fe.it/index.phtml?id=1388) ha cominciato a suonare! Eccoli…

Immaginate. Mi sono sentito come Bill Clinton o qualcosa del genere. Come ha detto Cristiano Bottone di Monteveglio in Transizione mentre stavamo ascoltando la Banda “come la regina”. Ho incontrato tanta gente e quindi ci siamo diretti, come in processione, al luogo dell’evento, con la banda a fare strada. E’ stato davvero straordinario. Al nostro arrivo c’erano circa 150 persone e una gran stesa di cibo che le persone stesse avevano portato. Ho incontrato molte altre persone splendide che erano felici del mio arrivo. E’ stato davvero molto toccante. Dato che non viaggio così tanto, è impressionante andare in luoghi e vedere quanto sia importante questa cosa per la gente e quanto sia emozionante per loro incontrarmi e sentire le ultime vicende della Transizione.

Coi membri di Bologna in Transizione.

Quindi ci siamo goduti un po’ di cibo delizioso, come un pasto di una grande comunità, e quindi Ellen Bermann di Transition Italia ha condotto un paio di attività leggere per riscaldarci. Quindi Pierre Houben, uno dei fondatori di Ferrara in Transizione e mio ospite per la notte, ha condotto un gioco davvero fantastico per rappresentare il lavoro di Ferrara in Transizione fino a questo momento. Ha preparato una lunga cordicella colorata alla quale erano attaccate delle foto provenienti da tutte le attività che il gruppo aveva intrapreso durante i 3 anni passati e che conteneva anche una descrizione dell’evento. Ha iniziato dal 2009, facendo passare la cordicella intorno alle persone intorno alla sala e questa girava, girava, passando dalle mani di tutti mentre passave dal 2009 al 2010, dal 2010 al 2011 e dal 2011 al 2012, mentre i progetti diventavano sempre più frequenti e veloci.

E’ stato un gioco davvero potente, sia per coloro che lo hanno preparato, sia per coloro che vivono nella città e forse non avevano idea di quante cose stessero succedendo. Un gioco molto utile che potrebbe essere replicato altrove, specie per eventi che celebrano gli anniversari delle iniziative di Transizione o cose del genere. Ecco alcune altre foto di questo:

Pierre Houben (a destra) mentre conduce  il gioco ‘cosa ha fatto Ferrara in Transizione durante gli ultimi 3 anni?’ 

Dopo di che mi è stato chiesto di parlare e, tradotto meravigliosamente da Deborah Rim Moiso (i cui servizi di traduzione potete trovare qui), ho parlato di quanto mi sentissi onorato di visitare Ferrara e come non sia cosa di tutti i giorni che io venga salutato dalla banda quando arrivo da qualche parte!

Ho registrato la conferanza, quindi eccola, completa di traduzione in italiano:

Dopo il talk, Ellen ha condotto una canzone di gruppo che è stata davvero molto potente e così si è conclusa la giornata. Quindi c’era molta gente che si incontrava e si respirava molto amore là dentro, come si suol dire, molta gioia e facce sorridenti. Rimarrà certamente con me a lungo come uno degli eventi più magici, più profondamente accoglienti e belli di cui abbia mai avuto il privilegio di far parte. Sono molto grato a tutti coloro che lo hanno reso possibile. Il tutto si è concluso a casa di Pierre, dove sono andato dritto a letto.

Qui il resoconto dell’evento sul blog di Ferrara in Transizione.

Da: “Transition Culture”. Traduzione di Massimiliano “Rupo” Rupalti

3 thoughts on “Da Venezia a Ferrara, con il benvenuto della banda di ottoni

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